29 Ottobre 2019

Il contatto in Psicoterapia della Gestalt

Cos’è il contatto?

                                                     

La parola contatto evoca un immaginario legato al tatto, alla  pelle, al corpo, all’affettività, al tocco, al massaggio.

Parlando di contatto in Psicoterapia della Gestalt, parliamo della relazione tra organismo e ambiente. Ogni organismo è immerso nell’ambiente in cui vive, per quanto riguarda l’essere umano per ambiente intendiamo sia l’ambiente fisico che quello sociale. Ogni organismo è perennemente in contatto con il suo ambiente, possiamo dire che organismo e ambiente si compenetrano. Questo fatto è particolarmente evidente nella funzione della respirazione, l’aria continuamente entra ed esce dall’organismo permettendo a quest’ultimo di  assimilare l’ossigeno di cui a bisogno per mantenere attivo il metabolismo cellulare e di lasciar andare anidride carbonica. Il contatto è tutto quello che accade al confine tra organismo e ambiente, un confine continuamente mutevole . Le esperienze di contatto avvengono attraverso i cinque sensi, ma in tutti i casi implicano di essere toccati in qualche modo .

In che modo il contatto permette la crescita e la vita?

La vita e la crescita sono possibili solo attraverso il contatto tra l’organismo e il suo ambiente. Alcune funzioni di contatto sono il mangiare, il respirare, l’apprendere , il comunicare, la funzione sessuale. Lo scopo del contatto è l’assimilazione  e la crescita. Perché questo sia possibile facciamo quotidianamente esperienza di  appettiti, pulsioni, motivazioni che spingono l’organismo a volgersi verso l’esterno , ad “aggredire” il suo mondo per  prendersi quello di cui ha bisogno.  Immaginiamo continui cicli di contatto tra organismo e ambiente: una pulsione, una motivazione cerca continuamente di spingere l’organismo attraverso la scelta di comportamenti e azioni volti alla soddisfazione di quel particolare bisogno, a livello fisiologico tutto questo avviene al di sotto del nostro livello di consapevolezza. Ognuno di noi organizza la propria energia in modo da realizzare un buon contatto con il proprio ambiente , oppure in modo da resistervi. Se ci sentiamo efficaci, e il nostro ambiente è in grado di fornirci il nutrimento di cui abbiamo bisogno ci porremmo di fronte ad esso con appetito , fiducia e audacia ( “Terapia della Gestalt integrata”, Erving e Miriam Polster). Se invece non otteniamo quello di cui abbiamo bisogno per crescere, ci ritroviamo bloccati, facciamo esperienza di frustrazione, rabbia, impotenza.

 

Interruzioni del contatto: interruzioni della crescita e dello sviluppo del potenziale umano

Nella lotta della sopravvivenza il bisogno più rilevante  organizza il comportamento di un individuo finchè questo bisogno non viene soddisfatto, a quel punto da spazio al bisogno successivo che diventa quello più importante. Esistono delle modalità specifiche attraverso le quali ci blocchiamo, interrompiamo il contatto : introiezione, proiezione, retroflessione, confluenza.  Deviamo la propria energia, riducendo le possibilità di contatto organismo ambiente. Con l’introiezione, l’organismo incorpora passivamente quello che l’ambiente fornisce,  c’è una carenza nella possibilità di scegliere cosa acquisire e cosa no, prende dall’ambiente quello che trova così come lo trova , in modo passivo.  Con la proiezione attribuisce aspetti di sé all’ambiente, trovandosi poi senza l’energia necessaria ad attuare dei cambiamenti e sentendosi impotente. Attraverso la retroflessione  l’organismo investe la propria energia su se stesso in un sistema chiuso, dove lo scambio tra organismo e ambiente si riduce . Con la deflessione, l’organismo investe la propria energia in modo dispersivo e casuale, talvolta centrando casualmente l’obbiettivo, più spesso mancandolo e fallendo. Con la confluenza vi è un adesione passiva   alla direzione assunta da altri, non si chiede dove vuole arrivare e in che modo raggiungerlo.

In psicoterapia diventa interessante fare esperienza delle modalità  specifiche di interruzione del contatto, in che modo ci interrompiamo,secondo quali  meccansimi, come ne facciamo esperienza  nel corpo. La terapia è finalizzata ad aumentare le possibilità di contatto con l’ambiente, con la realtà presente qui e ora, in modo da accrescere le nostre possibilità di soddisfazione ,sviluppo e vitalità.

 

Bibliografia

Perls F.-Hefferline R. F.- Goodman P. ,Teoria e Pratica della Terapia della Gestalt, 1997, Casa Editrice Astrolabio, Roma

Polster E.-Polster M., Terapia della Gestalt integrata, 1986, Giuffrè editore, Milano

Samanta Martellacci, ricevo a Cecina (Li) e Firenze su appuntamento

Contatti

Potrebbero interessarti

writer-1421099_1920

Riprendersi il diritto d’autore sulla propria vita

Spesso le persone non  vivono la vita da protagonisti e osservano ciò che succede loro come se fossero seduti di fronte ad uno schermo piatto. Mi viene in mente una canzone di De André che si conclude con questo verso   “ Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?” ....

chair-731171_1920

La sedia vuota : dal sintomo al dialogo, verso il cambiamento

La tecnica della sedia vuota in Psicoterapia della Gestalt La sedia vuota è la tecnica più conosciuta della psicoterapia della Gestalt. Più che una tecnica è un modo di vedere la realtà e l’incontro con l’altro. Ogni volta che un paziente entra nello studio trova tre sedie, una è...

progetto-senza-titolo

Spunti per dedicarsi tempo di qualità

Da anni mi occupo di organizzare e condurre gruppi orientati al benessere psico-fisico. In questo piccolo articolo cerco di rispondere a quelle che immagino possano essere delle curiosità in proposito. Di cosa si tratta?  Sono gruppi che possono essere strutturati  a  cicli di 3-5 incontri. Partecipando agli incontri hai...