27 Gennaio 2020

Jojo rabbit: i pregiudizi si combattono con l’esperienza del diverso.

Jojo rabbit è un film scritto, diretto ed interpretato da Taika Waititi. Liberamente tratto dal romanzo del 2004 “Come semi d’autunno” di Christine Leunens. Il film è una commedia nera, che subito ne svela il dramma, sulla vita di un ragazzino tedesco negli anni del nazismo. Non vi racconto di più perché molti di voi avranno piacere e modo di vederlo prossimamente.

Quello che mi ha colpito è la vicenda del ragazzino dal punto di vista psicologico in quanto rappresenta bene come soggetti fragili, siano facili prede delle idee xenofobe. Dal film emerge in modo caricaturale come la paura del diverso si fonda su pregiudizi, gran parte dei quali hanno una presa su menti non appoggiate ad un senso di realtà. E’ proprio questo reale che entra nella vita del ragazzino lo porterà a sottopporre al vaglio dell’esperienza i suoi pregiudizi fino a rivedere e rivalutare tutto il suo fanatismo, e sbarazzarsi di questo suo alter ego hitleriano interiorizzato.

Il film sembra sottolineare la strada per abbattere pregiudizi, idee stereotipate, la presa tossica degli  slogan da propaganda: la conoscenza dell’altro. Uscire dalla comfort zone, conoscere persone diverse da noi e prima di tutto conoscere noi stessi, lo straniero che ci abita dentro è la via per accogliere il diverso, a tutti livelli. Siamo tutti diversi e tutti umani ed è nell’incontro con l’altro che l’altro smette di farci paura,  ma si rivela per quello che è: avvicinabile, ma mai del tutto conoscibile (così come noi stessi del resto). Se immaginiamo per un attimo di camminare nelle scarpe di un’altra persona attraverso i giorni in cui si dipana la sua storia sarà molto probabile sentirla più vicina a noi di quanto potevamo pensare inizialmente, proprio come succede nel film.

Vi consiglio vivamente questa visione.

Dott.ssa Samanta Martellacci

 

Potrebbero interessarti

jason-rosewell-ASKeuOZqhYU-unsplash

Arianna e il bisogno di alzare la voce

    C’era una volta Arianna, 22 anni, frequentava l’Università, ma con diverse difficoltà legate alla stima di sé, una storia familiare di conflitti e litigi. “Un nodo alla gola”, qualcosa che strozza, soffoca, una metafora usata da Arianna in terapia per descrivere la sua angoscia. Quando iniziava a...

autostima

M’amo o non m’amo? Autostima e psicoterapia

L’autostima è uno dei fattori che contribuiscono alla qualità della vita. Ma che cos’è l’autostima? L’autostima è un processo psicologico, e come ogni processo non è statico, si costruisce a partire dalle esperienze infantili , ma è soggetta al cambiamento. L’autostima riguarda la percezione che la persona ha di...

90279755_839362126475383_1269974507477532672_o

DIARIO DELLA QUARANTENA (giorno4)

  Assistiamo spesso impotenti al susseguirsi di eventi tristi, stime e numeri che creano angoscia. Se non viviamo in prima persona la tragedia e non la combattiamo in prima linea negli ospedali o continuando ad offrire servizi essenziali per la popolazione che cosa possiamo fare stando a casa ?...