Alessandra e la forza della fragilità
C’era una volta Alessandra,
Alessandra aveva dedicato la sua vita al benessere di chi la circondava, ma non a se stessa. Alessandra era una donna forte, una persona su cui tutti potevano contare: suo marito, i suoi figli , suo fratello, sua cognata, i suoi nipoti. Chiunque avesse un problema poteva rivolgersi a lei. La sua vita era piena di impegni: impegni lavorativi e non solo. Si dava tanto da fare per mantenere ordinata e pulita la sua casa, per dare a tutti un pasto caldo agli orari più disparati in cui rientravano a casa, per gestire la sua attività commerciale in completa autonomia. Un giorno Alessandra iniziò a sentirsi triste, ansiosa e mi chiese aiuto. La prima cosa che osservai era il suo bisogno di uno spazio dove potersi concedere di essere fragile, per la prima volta nella sua vita era lei ad avere bisogno d’aiuto e non lei che lo offriva. Ho accompagnato Alessandra a capire che cosa voleva per se stessa. Alessandra ha iniziato a desiderare spazio, prima di tutto per respirare, poi per ridipingere la sua vita. La sua vita a tinte forti, fatta di colori primari chiari e decisi, sicuri, poteva lasciare spazio ad una vita a tinte morbide , leggere, colori pastello , acquarelli. Per la prima volta poteva chiedere , appoggiarsi. Poteva permettersi la bellezza della fragilità e abbandonare per un po’ la maschera della forza a tutti i costi. In questo percorso di ritrovata umanità ha iniziato a sperimentare prima per se stessa e poi per gli altri un sentimento di accettazione , di perdono. Dando tanto agli altri ,spesso senza accorgersi, si pretende anche altrettanto, vivendo così nella costante delusione di non essere ricambiati. Più si investe l ‘altro di pretese più questo sentirà di non voler ricambiare. Ritrovando la fluidità nel dare e nel ricevere amore, supporto, aiuto e calore, Alessandra ha ritrovato un nuovo equilibrio.
Dott.ssa Samanta Martellacci
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